TORRE A CENAIA ANTICA TENUTA PITTI

Robert PittiL’Osteria Agricola Toscana Pitti&Friends fa parte della vasta Tenuta Torre a Cenaia, Antica Proprietà dei Pitti.

Con i suoi 500 ettari di campi, vigneti, boschi, laghetti e antichi casolari è un piccolo mondo al riparo dai ritmi frenetici della vita cittadina, nel quale si producono vino e birra agricola artigianale.

Il borgo che ne costituisce il cuore ha dato i natali all’ultimo erede della celebre casata nobiliare fiorentina dei Pitti, il Conte Robert Pitti Ferrandi (1923-2000).

Discendente del ramo collaterale della famiglia, originatosi da Ferrando Pitti che si rifugiò in Corsica alla fine del Quattrocento dopo il disastroso esito della Congiura dei Pazzi, insieme al padre ha donato alla Tenuta l’eredità più importante: la vocazione vitivinicola e la denominazione “Cenaja Antica Proprietà dei Pitti” con lo stemma di famiglia.

Figlio di Pauline de Bearn (1890-1991), discendente dei Conti Valery, e di Charles Pitti Ferrandi (1877-1951), il Conte Robert è stato un uomo di grande eleganza, dai molteplici interessi d’arte e di cultura, nonché un’importantissima figura del mondo della finanza e della diplomazia internazionale.

Basta appena nominarlo ed ecco che il cognome Pitti rievoca all’istante l’atmosfera della Firenze rinascimentale e le sue vedute che attirano ogni giorno migliaia di turisti da tutto il mondo, ma soprattutto scorci di storia che hanno reso grande la Toscana e l’Italia. Pitti è ancora oggi sinonimo di raffinatezza e cultura: seppure nato quasi per caso negli anni Cinquanta, quando Palazzo Pitti ospitò le prime sfilate di moda, il legame con lo stile e l’eleganza tipica del made in Italy è l’eco più avvertita del nome dell’antica casata.

L’Osteria Agricola Pitti & Friends è orgogliosa del nome di cui può fregiarsi, con il quale vuole rendere omaggio alla figura del Conte e alla gloriosa storia dei suoi antenati. A Torre a Cenaia, ha affermato Robert Pitti Ferrandi, “ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza, portandomi dietro tanti ricordi felici, quando, con molto rimpianto, ci trasferimmo in Francia dopo aver venduto la tenuta”.